Historia constitucional - Nbr. 10-2009, September 2009
Giacomo Delledonne
Permanent Link:
http://vlex.com/vid/69118017
Id. vLex: VLEX-69118017
Acceda a este documento
y pruebe vLex GRATIS durante 3 días
Il saggio prende in esame le relazioni fra la Costituzione italiana del 1948 e la Resistenza antifascista del 1943-'45. Assai diffuso è il luogo comune sulla "Costituzione nata dalla Resistenza". Nel contributo si cerca di fare luce su questo nesso collocando la Costituzione nel contesto della storia costituzionale italiana e della cultura costituzionale europea e prendendo in esame tre temi fondamentali: il compromesso costituzionale, il ruolo e la concezione dei partiti politici e la rinnovata attenzione dei costituenti alle esperienze straniere.
The essay deals with the relationship between the Italian Constitution of 1948 and the ideas of the anti-fascist resistance movement (1943-45). The "Constitution stemming from the Resistance" is a widespread commonplace. The contribution tries to go into this link in the light of Italian constitutional history and European constitutional culture. Three fundamental topics are considered: constitutional compromise, the role and conception of political parties and the renewed interest in foreign experience from the members of the Constituent Assembly.La resistenza in assemblea costituente e nel testo Costituzionale Italiano del 1948
I. Introduzione Costituzione e Resistenza. Un binomio in cui la coscienza collettiva, al pari degli idola specus della comunità scientifica, ravvisa alcunché di scontato, per così dire di endiadico. Il rapporto di continuità, si vorrebbe dire di filiazione, fra la guerra di liberazione del 1943-'45 e la Carta fondamentale entrata in vigore il 1º gennaio 1948, non è d'altra parte soltanto il frutto di un'elaborazione compiuta a posteriori.1 Si tratta invece di un dato la cui consapevole affermazione premeva molto già agli stessi Costituenti: nella seduta del 10 settembre 1946 della prima Sottocommissione della c.d. Commissione dei 75, incaricata di redigere un progetto di Costituzione, Aldo Moro affermava infatti recisamente che "la Costituzione deve avere un significato storico ed una particolare funzione storica. Su questa base di polemica antifascista sembra opportuno affermare la priorità e l'autonomia della persona di fronte allo Stato. Questo anche dal punto di vista della funzione educativa che deve esercitare la Costituzione"2. D'altra parte la Carta del 1948 non ha una chiara ascendenza giuridica, non è il prodotto riconoscibile di una determinata corrente del pensiero costituzionalistico. Ciò basta a differenziarla significativamente da numerose Costituzioni novecentesche: basti citare la Costituzione austriaca del 1920, potentemente influenzata dalle riflessioni teoriche di Hans Kelsen, e quella francese della V Repubblica, riconducibile al pensiero di Michel Debré. Una dottrina ormai classica, confortata dai risultati raggiunti dagli studiosi di storia contemporanea, vede invece nei partiti antifascisti, inizialmente raccolti nel Comitato di liberazione nazionale e poi uniti - perlomeno i partiti di massa - dall'esperienza del Governo tripartito, gli autentici "padri della Costituzione"3italiana. E "i politici che emergono in posizione autorevole all'interno dell'Assemblea avevano per lo più già svolto ruoli rilevanti nel corso della lotta clandestina e della fase transitoria"4. Eppure un'osservazione più disincantata, incline a cogliere le ragioni profonde dei fenomeni giuridici al di là delle enunciazioni programmatiche o delle questioni di politica contingente, una volta compiuti questi rilievi non può fare a meno di notare quanto sia problematico specificarne la portata e le implicazioni. Si può innanzitutto notare la difficoltà di connotare positivamente il legame fra la guerra di liberazione del 1943-'45 e il processo costituente del 1946-'48. "L'antifascismo - è stato osservato - è solo la base per l'accordo tra le forze politiche. Questo è destinato infatti a trovare in altro la sua sostanza positiva ... Siamo ora ... in una fase storica che è profondamente diversa dalla precedente [fase resistenziale] dal punto di vista - per dir così - logico: è la fase in cui l'antifascismo non basta più, la fase in cui occorre disegnare il figurino della nuova Repubblica, la fase in cui dire che essa è 'altro' rispetto al regime fascista è necessario, ma non è più sufficiente"5. Si dice poi che i partiti furono gli autori della Carta; ma questa paternità prendeva le mosse da un'elaborazione precedente? Può essere illuminante un'analisi delle loro proposte programmatiche, presentate in vista delle elezioni dell'Assemblea costituente. I più avvertiti studi di storia costituzionale hanno da tempo messo in luce che i partiti avevano evitato - talora intenzionalmente - di elaborare programmi costituzionali, poiché il principale discrimen delle scelte politiche era rappresentato dalle posizioni assunte a proposito del referendum istituzionale6. Non si può perciò dire che il corpo delle disposizioni contenute nella Costituzione del 1948 rappresenti il lineare esito della vita partitica dal 1943 in poi: pare insomma incontestabile che "l'elaborazione della tematica istituzionale compiuta dai partiti politici nel corso della Resistenza e della fase transitoria [fu], oltre che confusa, assai limitata"7. Sara sufficiente citare ad esempio il congresso della Democrazia cristiana che ebbe luogo a Roma nell'aprile del 1946, dal quale emerse ...
Try vLex for FREE for 3 days
Access legal information from Spain including:
Try vLex without any commitment for 3 days and see why you need it.
3
days of Free Access
If you are already a vLex customer, Access Here