Actualidad de la justicia social. Liber amicorum en homenaje a Antonio Marzal (2008)
Bruno Veneziani - Ordinario di Diritto del lavoro Università di Bari
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Il diritto del lavoro ed il costo del ‘no’ alla costituzione europea
I. Sono transcorsi ormai tre anni dalla battuta di arresto subita dal processo di costituzionalizzazione europea a sèguito dei due referendum del maggio#x2013;giugno 2005 che hanno registrato il dissenso della opinione pubblica francese ed olandese nei confronti del #x201c;trattato che istituisce la Costituzione europea#x201d; firmato a Roma nell#x2019;ottobre 2004. Ma il dibattito politico a livello europeo ha ripreso velocemente a manifestare segni di interesse per futuro del progetto con toni e accenti che rivelano una attenzione calibrata ma decisa. Nel gennaio#x2013;giugno 2006 due risoluzioni del Parlamento europeo disegnano la strategia della emergenza, ed in entrambe le occasioni l#x2019;autorità comunitaria si pronuncia con fermezza escludendo il ricorso a soluzioni compromissorie #x2018;al ribasso#x2019; che consegnino il progetto stesso, ad esempio, a cooperazioni rafforzate o peggio ne attuino #x201c;selettivamente#x201d; alcune parti soltanto. esso deve restare integro in tutte le sue componenti e non diventare vittima delle mediazioni intergovernative spesso succubi delle vischiosità istituzionali che snaturano la portata degli eventi e delle norme giuridiche. La partita si può giocare sul fronte delle procedure e soddisfare una richiesta di partecipazione e di chiarezza più che ricorrere a soluzioni per #x201c;aggirare ilprocesso costituzionale#x201d;1. A Bruxelles si vuole cogliere la ratio della protesta affiorata con i referendum, nella misura in cui essi hanno costituito la cassa di risonanza di animal spirits nazionali che invocano più partecipazione e più dialogo tra i vertici comunitari ed il popolo europeo. L#x2019;invito che muove dal Parlamento europeo è perentorio nella indicazione del metodo: si avvii un periodo di riflessione e di analisi esteso fino a metà del 2007. Ma è anche una tattica possibilista nella misura in cui si chiede non solo di sviluppare un confronto specifico con i rappresentanti politici dei partiti di quei paesi che hanno bocciato il progetto costituzionale ma anche di ascoltare i singoli stati membri sul modo e sui mezzi con i quali essi #x201c;propongono di creare una Unione aperta ed un dibattito pubblico sulle questioni chiave sul futuro della Europa#x201d;2 II. Vi si scorge nei toni e nelle intenzioni del potere legislativo europeo la con vinzione espressa dal presidente Barroso nella fase post-referendum3 e cioè che il periodo di riflessione deve avvenire solo sul #x201c;testo attuale#x201d; nella ferma convinzione che i due no pronunciati dai francesi e dagli olandesi sono stati #x201c; più una espressione di dissenso sullo stato della Unione che una obiezione specifica sulle riforme istituzionali#x201d;4 e che paure, ansie e timori attengono a problemi generali e specifici di contesto piuttosto che #x201c;al testo stesso #x201c;. Dunque la riflessione dovrà #x201c;esplorare se ed a quali condizioni possa riavviarsi il processo di ratifica nei luoghi ove esso si è arrestato#x201d;5. La condizione é che il dialogo si allarghi alla cerchia degli interlocutori in un #x201c;...
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